Fare una startup richiede essere imprenditori.
Questa mattina abbiamo letto il post che Stefano bernardi ha pubblicato sulla pagina Facebook di Italian Startup Scene.
Ci siamo ritrovati in ogni sua parola.
Nella nostra attività con le startup capita molto spesso che chi ci propone un’idea per cercare investitori non abbia ben chiaro che la sua attività futura sarà quella dell’imprenditore e, in quanto tale, non dovrà solo mettere il progetto ma anche correre il rischio di avviarlo.
Invece, l’unica preoccupazione sembra essere quella di ottenere un finanziamento. I finanziatori ci sarebbero; ma pretendono giustamente che la startup si fondi su un valido business che possa giustificare il loro intervento e abbia i presupposti per garantire il rimborso di quanto investito.
Potete leggere a questo proposito il nostro post sull’argomento in cui avevamo già espresso l’importanza dell’imprenditorialità negli startupper.
Consigliamo, quindi, confortati dal post di Stefano e dai tanti commenti favorevoli, a chiunque voglia avviare una startup di avere una mentalità da imprenditore. Altrimenti meglio astenersi.
TeamProStartup
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Il Post di Stefano Bernardi
“Sono due anni che non vivo più in Italia e mi ero dimenticato di alcuni tipi di conversazione. Oggi però ne ho avuta una con un mio ex compagno di università, e voglio fare qualche riflessione.
La conversazione era del tipo:
a: ho un idea per un’app, da quale VC vado e cosa gli presento?
Ed io giù via a spiegare come sia impossibile (ed ingiusto in caso) raccogliere soldi in questo modo. Ma niente.
Il mio consiglio è quello di sviluppare l’app da soli e poi andare a fare fundraising quando si hanno utenti o clienti.
Finimondo.
a: se devo fa tutto prima senza nessun incentivo economico, a cosa servono i VC?
Ragazzi, qui c’è ancora da capire che gli investitori NON DEVONO NIENTE A NESSUNO.
L’imprenditoria è capitalismo. Gli investitori gestiscono soldi di altri ed hanno come compito, obiettivo ed obbligo quello di ritornarne il più possibile.
a: Dovranno pure rischiare i VC no?
I VC rischiano. Gli Angel rischiano. Non investono mica in bond.
Ma perché dovrebbero rischiare su un idea di un app di un ragazzo:
- senza esperienza alcuna
- che non conoscono
- che ha un network minuscolo
quando possono invece scegliere (tra le centinaia che vedono ogni anno) società:
- con prodotti già sviluppati
- da un team
- con utenti
?
Spiegatemelo.
È ingiusto? Pe chi, per il povero ragazzo o per la società fatta da gente con un track record che si fa un mazzo come una casa da anni senza pretendere nulla?
Deal with it.
Come se ci fossero gli investitori che devono fare beneficenza ed i poveri giovani a cui nessuno da le opportunità.
È un mercato capitalistico. Se la vostra società ha il potenziale di fare molti soldi ad un investitore, quello a meno che non sia pirla, investirà.
È poi quando hanno investito iniziano i cazzi. Bisogna deliverare. Fare impresa è difficile e non è un progettino universitario come un po’ di gente in Italia fa sembrare.
C’è da assumere, da licenziare, fare accordi, sudare e piangere.
Ma anche se teoricamente fossero qui a dare opportunità a ragazzi con idee valide. Ma perché un investor dovrebbe puntare su di te? Se tu avessi n milioni da investire, li punteresti su di te? Cosa fa pensare che tu sia un ottimo imprenditore se non l’hai mai fatto prima? Come si fa a capire se sei bravo a vendere, ad assumere, a gestire persone, sul prodotto, etc.
Piantiamola con questo atteggiamento piagnucoloso ed arrogante. Fare startup è una delle cose più difficili al mondo e se pensate di non riuscire senza investitori è inutile farlo.
Per non parlare poi dell”eh ma in America”. Eh ma in America un cazzo. È mille volte più difficile.
È bello vedere quanto sia cresciuta la qualità degli imprenditori e startupper italiani negli ultimi anni, ma purtroppo credo che questo atteggiamento sia ancora troppo presente e non so bene per quale motivo e nemmeno come risolverlo, ma so che se continua non avremo mai il mega caso di successo di cui abbiamo bisogno da anni.
Credo sia la sfida più difficile che i vari programmi di accelerazione e scouting debbano superare.
Scusate il rant.
Stefano Bernardi - da Pagina Facebook Italian Startup Scene”
Le 10 cause più frequenti di fallimento per una startup
Vi segnaliamo questo post di Ninja Marketing.
http://www.ninjamarketing.it/2012/04/05/le-10-cause-piu-frequenti-di-fallimento-per-una-startup/
Fonte: ninjamarketing.it
Cos’è una Startup?
Ci piace iniziare il blog con questo primo Post.
Cos’è una Startup?
Domanda banale, direbbe qualcuno, e ancor più banale la risposta. Se prendiamo qualsiasi libro di economia aziendale o facciamo una rapida ricerca in Wikipedia e/o nel web la risposta che si trova è molto semplice: con il termine Startup si individua “l’operazione e il periodo durante il quale si avvia un’impresa”.
All’apparenza niente di più semplice. In realtà, il processo così individuato è molto complesso: bisogna individuare un’idea di business, trovare i soldi e i finanziamenti che supportino l’idea, valutare il settore di mercato nel quale ci si vuole inserire e i rischi ad esso connessi, e così via. Senza considerare, la parte forse più ostica e anche complessa, la burocrazia italiana. E’ fondamentale conoscere la normativa societaria, fiscale, contabile, previdenziale e assistenziale.
A ben vedere, quindi, non è così semplice dare una definizione esatta di Startup, definizione che può essere soggetta a diverse interpretazioni e individuazioni.
Vi lasciamo, quindi, una definizione di Startup, che seppur non totalmente esaustiva, risulta essere molto concreta e priva di qualsiasi visione romantica, definizione che a noi è piaciuta molto.
Startup is a human organization on a quest.
The quest is to find a market fit between a product and customers.
Finding market fit is done through iteration and learning from customer behaviour in the real world.
Market fit must be found before the startup runs out of cash.
Essendo, pertanto, la Startup una realtà complessa e avendo i potenziali startupper la necessità di dedicare il loro tempo all’elaborazione del progetto, abbiamo deciso di mettere a disposizione le nostre competenze realizzando questo blog che è fatto da professionisti nell’interesse di potenziali imprenditori, ricercatori o di lavoratori autonomi.
Sul blog si avrà, quindi, la possibilità di ottenere le primarie conoscenze di base in materia di costituzione di società, con particolare approfondimento di tutte le questioni inerenti al finanziamento di una Startup nonché di essere costantemente aggiornati attraverso commenti e articoli.
Forniremo, inoltre, con un servizio “fatto su misura” (taylor made), la nostra attività professionale a chiunque fosse interessato a dare concreta attuazione alla propria idea o alle proprie ricerche, mettendolo in contatto con la nostra rete di imprenditori e/o finanziatori (venture capital, business angels) nonché assistendolo nell’iter di costituzione e gestione della propria Startup e/o nel processo di tutela della proprietà intellettuale dei propri lavori (brevetto) e alla sua valorizzazione.
Un servizio unico e speciale perché crediamo sia fondamentale sostenere la nuova imprenditoria, che con l’innovazione può contribuire a riavviare la crescita del paese.
Stay tuned to TeamProStartupBlog!
