Startup: l’accesso ai fondi non può prescindere dalla credibilità dei vostri numeri
Le startup sono sempre a caccia di fondi, ma molto spesso giocano male l’opportunità messa a loro disposizione da un investitore, che è interessato a conoscere il loro progetto di business.
Ci si dimentica troppo spesso che la prima impressione può essere determinante nel buon esito o meno del colloquio e, quindi, nell’accesso al finanziamento.
Fate attenzione alle tabelle e ai grafici sulle vostre proiezioni finanziarie.
Il classico errore è quello di promettere ai potenziali investitori cifre sbalorditive difficilmente corrispondenti alla realtà. È più saggio presentare stime prudenti alle quali gli investitori prestano attenzione e grazie alle quali possono pensare che il loro interlocutore sia affidabile.
Va stimolata la loro curiosità mostrando come i numeri, elaborati per condizioni mutevoli di mercato, siano adeguati nel dimostrare che il vostro modello di business sarà capace di sopravvivere.
TeamProStartup
Business Plan: i 7 suggerimenti di TeamProStartup
L’attività di business planning è uno dei passaggi chiave su cui un imprenditore deve investire tempo ed energie. Il business plan rappresenta le fondamenta per qualsiasi azienda, indipendentemente dalle dimensioni e dal settore. La maggior parte degli imprenditori non dispongono delle conoscenze e competenze necessarie a redigere business plan ed incorrono in alcuni errori che possono rivelarsi fatali durante il processo di pianificazione aziendale.
Per evitare questi errori vi proponiamo i nostri sette suggerimenti per consentire alla vostra idea di svilupparsi e di risultare vincente.
1. CHIAREZZA
La maggior parte dei piani aziendali finiscono per avere un riscontro limitato o, in alcuni casi, nullo perché non riescono a rappresentare in modo efficace ai destinatari il progetto. Ciò che sembra facile spiegare in una presentazione dal vivo diventa spesso estremamente difficile esporlo in un documento. Il business plan non è solo un documento di progetto, ma rappresenta anche un canale di comunicazione tra voi e i vostri interlocutori. Deve essere descrittivo, ma allo stesso tempo chiaro e preciso nei contenuti, una combinazione che è complesso raggiungere.
2. COERENZA
Un altro errore comune che i piani aziendali tendono a presentare è la mancanza di coordinamento tra le singole sezioni e il documento nel suo complesso. Questo accade se l’imprenditore non è in grado di gestire tutte le sezioni o non ha dedicato sufficiente tempo al processo di pianificazione aziendale. Ricordate che il business plan è il risultato di un processo strutturato, come lo sviluppo di software o di una ricerca.
3. UNICITA’
Internet è infestata da software di pianificazione aziendale e modelli. Evitateli assolutamente!!! Ogni business plan è unico e deve far emergere la specificità del vostro progetto. è certamente molto facile prendere un modello e ottenere un business plan già pronto. Questi piani non hanno però alcun senso.
4. SPECIFICITA’
Ogni business plan ha un pubblico specifico. Il piano deve essere personalizzato affinché possiate essere sicuri di presentare il vostro progetto nel modo corretto. Non dimenticate che il business plan è usato non solo per reperire finanziamenti, ma anche per attrarre collaboratori, partner e potenziali dipendenti. Lo stesso piano non può essere attribuito indistintamente a tutti gli interlocutori.
5. RICERCA E STUDIO
Avete un’idea. Ottimo, ma non basta. Dovete anche dimostrare i punti di forza della vostra idea, altrimenti sarà difficile convincere gli altri a sostenerla. Serve quindi una ricerca sul mercato e sul settore in cui si può collocare il vostro progetto.
6. STRATEGIA
Il business plan necessita di un ben definito percorso di implementazione per non essere una sterile raccolta di idee. Se disponete di una grande idea, cercate di immaginare il processo di attuazione, facendovi assistere da un esperto. Abbiamo aiutato alcuni clienti che sono venuti da noi solo con un’idea. Abbiamo esaminato la loro idea, costruito il loro piano, a misura del progetto, e ora li stiamo supportando nell’implementare il business plan con un programma su misura. Non rinunciate ad investire nella fase di pianificazione, altrimenti sarà elevato il rischio che il vostro progetto non trovi attuazione o possa incorrere un fallimento.
7. PREDISPOSIZIONE DI UN’ANALISI FINANZIARIA
La maggior parte degli imprenditori pensano che il loro progetto sarà redditizio nel giro di pochi giorni. Purtroppo, la realtà è assolutamente diversa. I numeri contenuti nel business plan devono avere una logica, i ricavi devono essere supportati da adeguate strategie ed essere in linea con le tendenze del mercato. Nella fase iniziale è altresì necessario avere una profonda comprensione dei fondi disponibili, del bilancio e delle prospettive.
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I business plan possono essere redatti in modo improvvisato, ma ciò significa pregiudicarsi l’attenzione dei destinatari. Ovviamente l’aspetto più importante è l’idea in sé, ma la capacità del business plan di trasferire in modo efficace il suo valore, può determinare il successo o meno del vostro progetto. Un’idea eccellente con un business plan non adeguatamente predisposto non riscontrerà mai l’attenzione che merita.
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Contattateci a info@teamprostartup.com per ogni informazione, per attività di business planning, per richieste di finanziamento.
Missione possibile: avere idee e trovare finanziamenti
Il 2012 si sta presentando come un anno in cui continuano a manifestarsi i segni di una situazione economica difficile, il che, tra le altre cose, rende più complesso accedere ai finanziamenti per nuovi progetti.
Tuttavia, anche se sembra strano e in contraddizione con la premessa, non mancano i soggetti, che dispongono di riserve di liquidità da destinare al sostegno di idee e ricerche innovative. Per ottenere il loro supporto occorre però che il vostro progetto sia presentato in modo semplice e convincente.
Come ha scritto di recente in un articolo su Economy (n. 13/2012) Richard Branson, grande imprenditore, fondatore di Virgin, lo startupper tende troppo a concentrarsi sugli aspetti tecnici e commerciali del progetto trascurando quelli finanziari e legali. Questa dimenticanza, secondo Branson, può essere fortemente penalizzante se, in sede di incontro con il potenziale investitore, non si è in grado minimamente di spiegare come ci si intenda strutturare (es. tipologia di società), come si garantisca il riconoscimento del finanziamento (es. offrendo quote della società) e, quindi, non gli si permette di capire come concedere il suo apporto.
Allo stesso modo, per avere accesso ai finanziamenti, devono essere messi a disposizione dettagli, il più possibile chiari e completi, sul vostro prodotto e/o servizio, dimostrando la portata di innovazione che lo caratterizza rispetto a ciò che si trova già sul mercato.
Di assoluta importanza è fornire anche una visione su quanto il prodotto può garantire in termini di sostenibilità, concetto che oggi è determinante in un contesto economico dove la gestione e la qualità delle risorse rappresenta uno dei punti di forza.
Infine, non va dimenticato che un progetto veramente innovativo richiede tante competenze e non si può quindi prescindere dal creare attorno all’idea un team capace e unito, di cui dovete portare a conoscenza l’investitore, provando che accanto a voi ci sono le persone migliori con le quali realizzare in modo vincente il progetto.
Quanto abbiamo esposto sembra ovvio, ma il più delle volte si trascurano tutti quei dettagli che permettono di arrivare a coloro che hanno tutti i mezzi per credere in voi.
TeamProStartup mette a vostra disposizione la sua esperienza per fornirvi tutti questi consigli senza i quali quella che è una missione possibile può continuare a restare impossibile.
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Fondo Nazionale per l’Innovazione: 75 milioni di Euro per l’accesso al credito
Il Ministero dello Sviluppo Economico ha attivato il Fondo Nazionale per l’Innovazione (FNI), uno strumento per le piccole e medie imprese (PMI), a supporto della valorizzazione e il finanziamento di progetti innovativi basati sullo sfruttamento industriale di disegni e modelli di cui l’impresa beneficiaria abbia la disponibilità anche sulla base di licenza d’uso.
Il Ministero, pertanto, attraverso il fondo di 75 milioni di Erro, mette a disposizione una garanzia che permetterà di
- favorire l’accesso al credito delle piccole e medie imprese e
- ridurre i costi del finanziamento.
I finanziamenti potranno essere concessi fino ad un importo massimo di 3 milioni di Euro, con durata fino a 10 anni e nessuna garanzia personale o reale sarà richiesta all’impresa.
Il progetto innovativo, inoltre, potrà anche essere realizzato da più PMI in forma congiunta, tramite la definizione di un Contratto di Rete.
Per approfondimenti e per avere tutti i supporti necessari per usufruire di questa opportunità di sviluppo, potete contattarci attraverso il blog o alla mail indicata nella sezione contatti.
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I finanziamenti europei e locali alle Startup
Quando si decide di creare una Startup sono molte le tematiche e le problematiche che il neo imprenditore, startupper, si ritrova ad affrontare. Riprendendo idealmente il Post precedente, una delle questioni che abitualmente risulta essere fondamentale, essendo di carattere vitale per lo sviluppo e la crescita, è quella del reperimento dei fondi necessari all’avvio e all’implementazione della struttura e dell’idea di business.
Come già ampiamente scritto, una via per poter reperire le risorse necessarie a coprire tutti i costi di avvio è quello di stringere accordi con investitori istituzionali nel capitale di rischio (il cd. venture capital). Un altro modo (ed è quello sul quale si vuole concentrare questo Post) che una Startup ha di reperire la liquidità iniziale è quella di provare ad accedere a un finanziamento pubblico, la cosiddetta “finanza agevolata”.
Periodicamente, infatti, l’Unione Europea e gli enti pubblici italiani (Stato, Regioni, Province) mettono a disposizione, tramite bandi specifici, finanziamenti volti a sostenere attività produttive e progetti di varia natura, quali ad esempio progetti di acquisto di macchinari, di implementazione/ampliamento e/o rinnovamento delle strutture logistiche e molti altri ancora.
Proprio perché le voci prese in considerazione per cui è possibile richiedere tali finanziamenti sono molteplici, è molto utile andare alla ricerca delle liste pubblicate dall’Unione Europea e dai singoli enti pubblici italiani.
A titolo puramente esemplificativo e non assolutamente esaustivo, si riportano alcuni bandi che periodicamente vengono pubblicati:
- Finanziamenti per creazione nuove imprese;
- Imprenditoria giovanile;
- Imprenditoria femminile Legge n. 215/92;
- Finanziamenti per innovazione e formazione d’impresa;
- Legge Sabatini 28 novembre1965 n. 1329;
- Finanziamenti agevolati Artigiancassa;
- Innovazione tecnologica Legge n 46/82 Fit e 598/94;
- Legge 236 nuove imprese nei servizi;
- Incentivi Automatici per fiere e piccoli investimenti;
- PMI Legge 266/97 art. 8. Incentivi automatici PMI.
La caratteristica principale di tali bandi è che normalmente propongono finanziamenti a fondo perduto (ossia non devono essere restituiti) ovvero con tempi di restituzione piuttosto lunghi e a tassi molto agevolati. Chiaramente per potervi accedere e, se del caso, beneficiarne, è necessario sottoporre al giudizio dell’ente che eroga il finanziamento il progetto di finanziamento che si vuole richiedere, rispettando nella domanda i termini e le condizioni poste dall’ente nel bando.
Molto spesso, tuttavia, le Startup e le imprese in genere non sono a conoscenza di tali finanziamenti e si indebitano tramite altre tipologie di finanziamento, sicuramente più onerose sia economicamente che finanziariamente.
A tal proposito, ci si tiene a sottolineare come ogni anno molti dei fondi messi a disposizione dall’Unione Europea e dagli enti pubblici locali non vengano erogati in quanto non richiesti dalle Startup e dalle imprese in genere, con la conseguenza che i soldi destinati al finanziamento restano nelle “casse” degli enti.
Per reperire tutte le informazioni di accesso all’eventuale bando europeo e/o locale (tipologia di finanziamento, documentazione da presentare, tempistiche da presentare, e via dicendo) il modo più semplice e veloce è quello di accedere direttamente ai portali web degli enti eroganti.
Per la valutazione, stesura e presentazione del progetto di finanziamento, ancorché sia possibile farlo da sé, si consiglia di avvalersi della consulenza di professionisti del settore.
Se avete dubbi, domande, sull’argomento appena trattato o semplicemente volete esporre le vostre idee potete contattarci qui sul blog o privatamente via e-mail fornito nella sezione contatti. Vi risponderemo quanto prima!
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Cos’è una Startup?
Ci piace iniziare il blog con questo primo Post.
Cos’è una Startup?
Domanda banale, direbbe qualcuno, e ancor più banale la risposta. Se prendiamo qualsiasi libro di economia aziendale o facciamo una rapida ricerca in Wikipedia e/o nel web la risposta che si trova è molto semplice: con il termine Startup si individua “l’operazione e il periodo durante il quale si avvia un’impresa”.
All’apparenza niente di più semplice. In realtà, il processo così individuato è molto complesso: bisogna individuare un’idea di business, trovare i soldi e i finanziamenti che supportino l’idea, valutare il settore di mercato nel quale ci si vuole inserire e i rischi ad esso connessi, e così via. Senza considerare, la parte forse più ostica e anche complessa, la burocrazia italiana. E’ fondamentale conoscere la normativa societaria, fiscale, contabile, previdenziale e assistenziale.
A ben vedere, quindi, non è così semplice dare una definizione esatta di Startup, definizione che può essere soggetta a diverse interpretazioni e individuazioni.
Vi lasciamo, quindi, una definizione di Startup, che seppur non totalmente esaustiva, risulta essere molto concreta e priva di qualsiasi visione romantica, definizione che a noi è piaciuta molto.
Startup is a human organization on a quest.
The quest is to find a market fit between a product and customers.
Finding market fit is done through iteration and learning from customer behaviour in the real world.
Market fit must be found before the startup runs out of cash.
Essendo, pertanto, la Startup una realtà complessa e avendo i potenziali startupper la necessità di dedicare il loro tempo all’elaborazione del progetto, abbiamo deciso di mettere a disposizione le nostre competenze realizzando questo blog che è fatto da professionisti nell’interesse di potenziali imprenditori, ricercatori o di lavoratori autonomi.
Sul blog si avrà, quindi, la possibilità di ottenere le primarie conoscenze di base in materia di costituzione di società, con particolare approfondimento di tutte le questioni inerenti al finanziamento di una Startup nonché di essere costantemente aggiornati attraverso commenti e articoli.
Forniremo, inoltre, con un servizio “fatto su misura” (taylor made), la nostra attività professionale a chiunque fosse interessato a dare concreta attuazione alla propria idea o alle proprie ricerche, mettendolo in contatto con la nostra rete di imprenditori e/o finanziatori (venture capital, business angels) nonché assistendolo nell’iter di costituzione e gestione della propria Startup e/o nel processo di tutela della proprietà intellettuale dei propri lavori (brevetto) e alla sua valorizzazione.
Un servizio unico e speciale perché crediamo sia fondamentale sostenere la nuova imprenditoria, che con l’innovazione può contribuire a riavviare la crescita del paese.
Stay tuned to TeamProStartupBlog!
