Fondo Made in Lombardy
Il fondo “Made in Lombardy” è un’iniziativa di Regione Lombardia e Finlombarda a sostegno della crescita competitiva del sistema produttivo territoriale lombardo migliorarando le condizioni di accesso al credito delle imprese operanti in Lombardia stimolando sia le capacità competitive delle imprese sia il sistema finanziario privato su strumenti di credito non tradizionali.
Il Fondo mette a disposizione 500 milioni di Euro fino ad esaurimento fondi e si rivolge alle micro, piccole, medie e grandi imprese – in qualsiasi forma costituite - appartenenti al settore manifatturiero, con sede operativa in Lombardia ed effettivamente operanti alla data di presentazione della domanda di intervento finanziario.
Obiettivo è quello di incentivare programmi d’investimento volti allo sviluppo competitivo, alla ricerca, all’innovazione, all’ammodernamento finalizzato all’innovazione di processo e sviluppo aziendale.
Con il Fondo Made in Lombardy si intende anche supportare le imprese nella crescita delle loro competenze di gestione finanziaria con la messa a disposizione di un contributo a parziale copertura delle spese sostenute per servizi di consulenza volti alla predisposizione del Business Plan richiesto in sede di domanda di intervento.
Per approfondimenti e per avere tutti i supporti necessari per usufruire di questa opportunità di sviluppo, potete contattarci attraverso il blog o alla mail indicata nella sezione contatti.
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La Camera di Commercio e il Registro delle Imprese
La Camera di Commercio Industria Artigiano e Agricoltura (acronimo CCIAA e più comunemente conosciuta come “Camera di Commercio”) è un ente autonomo di diritto pubblico, autarchico, locale, con competenze promozionali, amministrative e di supporto al mondo delle imprese.
In particolare, le Camere di Commercio si fanno promotrici dello sviluppo dell’interesse generale del sistema imprenditoriale e dell’economia locale.
In particolare, si possono individuare svariate aree di intervento quali, a titoto puramente esemplificativo:
- l’internazionalizzazione;
- la formazione;
- l’innovazione tecnologica;
- la certificazione di qualità;
- l’arbitrato;
- lo sviluppo di servizi avanzati alle imprese, specialmente piccole e medie.
L’attività più significativa delle Camere di Commercio, tuttavia, è costituita dal “Registro delle Imprese”.
Il Registro delle Imprese è un registro pubblico nel quale si devono iscrivere tutti gli atti e i fatti relativi alla vita dell’impresa previsti dalla legge (art. 2188 c.c.), (ad esempio la costituzione, la forma giuridica adottata, la tipologia di governance, l’attività esercitata, e cosi via). Sono pertanto tenuti a iscriversi tutti gli imprenditori qualunque sia la forma giuridica (sia società che imprese individuali) sotto la quale viene svolta l’attività, ed in particolare una qualunque delle attività di cui all’art. 2195 del C.c., nonché l’attività agricola di cui all’art. 2135 C.c..
Il Registro delle Imprese, pertanto, può essere visto come un‘“anagrafe” generale del mondo imprenditoriale e rappresenta uno strumento di riconoscibilità, di certificazione, di trasparenza e di governo delle differenti categorie di imprese.
Altre funzioni di pubblica utilità a cui risponde il Registro delle Imprese sono:
- la pubblicità legale;
- la completezza e l’organicità della pubblicità di tutte le imprese soggette a registrazione;
- l’immediatezza della disponibilità dell’informazione;
- la praticità e la celerità per la ricerca dell’informazione da parte dell’utente su tutto il territorio nazionale.
Il Registro delle Imprese è diviso in una sezione ordinaria e tre sezioni speciali.
Nella sezione ordinaria si devono iscrivere:
- imprenditori individuali commerciali non piccoli;
- società di persone (tranne la società semplice);
- società di capitali;
- consorzi fra imprenditori con attività esterna;
- i gruppi europei di interesse economico con sede in Italia;
- gli enti pubblici che hanno per oggetto esclusivo o principale un’attività commerciale;
- le società estere che hanno in Italia la sede dell’amministrazione, ovvero l’oggetto principale della loro attività.
Alla I° sezione speciale si iscrivono, con diverse qualifiche:
- imprenditori agricoli individuali (persone fisiche e/o persone giuridiche);
- piccoli imprenditori commerciali;
- le società semplici;
- imprenditori artigiani.
Nella II° sezione speciale si iscrivono:
- società tra professionisti.
La III° sezione speciale è destinata alla pubblicità dei legami di gruppo:
- società o enti che esercitano attività di direzione e coordinamento e quelle che vi sono soggette.
Chiunque risulti iscritto al Registro delle Imprese (salvo poche eccezioni) è tenuto a pagare un tributo annuale, diritto annuale, a favore della camera di Commercio nella cui circoscrizione territoriale è situata la propria sede legale. L’importo da pagare può essere fisso o variabile a seconda della tipologia di soggetto iscritto.
Per ogni approfondimento contattateci.
Team Pro Startup
I finanziamenti europei e locali alle Startup
Quando si decide di creare una Startup sono molte le tematiche e le problematiche che il neo imprenditore, startupper, si ritrova ad affrontare. Riprendendo idealmente il Post precedente, una delle questioni che abitualmente risulta essere fondamentale, essendo di carattere vitale per lo sviluppo e la crescita, è quella del reperimento dei fondi necessari all’avvio e all’implementazione della struttura e dell’idea di business.
Come già ampiamente scritto, una via per poter reperire le risorse necessarie a coprire tutti i costi di avvio è quello di stringere accordi con investitori istituzionali nel capitale di rischio (il cd. venture capital). Un altro modo (ed è quello sul quale si vuole concentrare questo Post) che una Startup ha di reperire la liquidità iniziale è quella di provare ad accedere a un finanziamento pubblico, la cosiddetta “finanza agevolata”.
Periodicamente, infatti, l’Unione Europea e gli enti pubblici italiani (Stato, Regioni, Province) mettono a disposizione, tramite bandi specifici, finanziamenti volti a sostenere attività produttive e progetti di varia natura, quali ad esempio progetti di acquisto di macchinari, di implementazione/ampliamento e/o rinnovamento delle strutture logistiche e molti altri ancora.
Proprio perché le voci prese in considerazione per cui è possibile richiedere tali finanziamenti sono molteplici, è molto utile andare alla ricerca delle liste pubblicate dall’Unione Europea e dai singoli enti pubblici italiani.
A titolo puramente esemplificativo e non assolutamente esaustivo, si riportano alcuni bandi che periodicamente vengono pubblicati:
- Finanziamenti per creazione nuove imprese;
- Imprenditoria giovanile;
- Imprenditoria femminile Legge n. 215/92;
- Finanziamenti per innovazione e formazione d’impresa;
- Legge Sabatini 28 novembre1965 n. 1329;
- Finanziamenti agevolati Artigiancassa;
- Innovazione tecnologica Legge n 46/82 Fit e 598/94;
- Legge 236 nuove imprese nei servizi;
- Incentivi Automatici per fiere e piccoli investimenti;
- PMI Legge 266/97 art. 8. Incentivi automatici PMI.
La caratteristica principale di tali bandi è che normalmente propongono finanziamenti a fondo perduto (ossia non devono essere restituiti) ovvero con tempi di restituzione piuttosto lunghi e a tassi molto agevolati. Chiaramente per potervi accedere e, se del caso, beneficiarne, è necessario sottoporre al giudizio dell’ente che eroga il finanziamento il progetto di finanziamento che si vuole richiedere, rispettando nella domanda i termini e le condizioni poste dall’ente nel bando.
Molto spesso, tuttavia, le Startup e le imprese in genere non sono a conoscenza di tali finanziamenti e si indebitano tramite altre tipologie di finanziamento, sicuramente più onerose sia economicamente che finanziariamente.
A tal proposito, ci si tiene a sottolineare come ogni anno molti dei fondi messi a disposizione dall’Unione Europea e dagli enti pubblici locali non vengano erogati in quanto non richiesti dalle Startup e dalle imprese in genere, con la conseguenza che i soldi destinati al finanziamento restano nelle “casse” degli enti.
Per reperire tutte le informazioni di accesso all’eventuale bando europeo e/o locale (tipologia di finanziamento, documentazione da presentare, tempistiche da presentare, e via dicendo) il modo più semplice e veloce è quello di accedere direttamente ai portali web degli enti eroganti.
Per la valutazione, stesura e presentazione del progetto di finanziamento, ancorché sia possibile farlo da sé, si consiglia di avvalersi della consulenza di professionisti del settore.
Se avete dubbi, domande, sull’argomento appena trattato o semplicemente volete esporre le vostre idee potete contattarci qui sul blog o privatamente via e-mail fornito nella sezione contatti. Vi risponderemo quanto prima!
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